Parrocchia di Sant'Antantonio da Padova

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 Madonna del Rosario di Pompei

Spiritualità
La devozione alla Vergine del Rosario risale al secolo XIII, quando venne fondato l'ordine dei domenicani. Furono infatti i discepoli di san Domenico a diffondere la pratica del Rosario. Vi fanno riferimento le raffigurazioni che mostrano la Vergine che dona il Rosario a san Domenico e a santa Caterina. 

Nuovo impulso ebbe la pia pratica nella seconda metà del Cinquecento, quando il papa Pio V proprio all'intercessione della Vergine del Rosario attribuì la vittoria della flotta cristiana contro i Turchi a Lepanto. 

Un terzo e definitivo slancio venne nella seconda metà dell'Ottocento quando il beato Bartolo Longo decise di edificare nella valle di Pompei una Chiesa in onore della Madonna del Rosario. 

La finalità religiosa dell'iniziativa si inseriva nel più ampio intento di offrire un riscatto civile e morale a popolazioni abbandonate da secoli nella loro miseria. 

Per questo il santuario venne completato da una vera e propria "città della carità", fatta di asili, orfanotrofi, ospizi per i figli dei carcerati. Bartolo Longo voleva elevare culturalmente e spiritualmente i contadini della valle di Pompei. 

Nello stesso tempo, come dice la supplica che ogni anno viene recitata in questo giorno a Pompei, la sua opera si apriva alla dimensione universale, perché tutti i cristiani, tutti gli uomini hanno bisogno della misericordia di Dio invocata attraverso Maria, madre di misericordia. «Pietà vi prenda, o Madre buona, pietà di noi, delle anime nostre, delle nostre famiglie, dei nostri parenti, dei nostri amici, dei nostri fratelli estinti, e soprattutto dei nostri nemici. Misericordia per tutti, o Madre di Misericordia».


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 Festa della Divina Misericordia

Spiritualità
E' la più importante di tutte le forme di devozione alla Divina Misericordia. Gesù parlò per la prima volta del desiderio di istituire questa festa a suor Faustina a Płock nel 1931, quando le trasmetteva la sua volontà per quanto riguardava il quadro: "Io desidero che vi sia una festa della Misericordia. Voglio che l'immagine, che dipingerai con il pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia" (Q. I, p. 27). 

Negli anni successivi - secondo gli studi di don I. Rozycki - Gesù è ritornato a fare questa richiesta addirittura in 14 apparizioni definendo con precisione il giorno della festa nel calendario liturgico della Chiesa, la causa e lo scopo della sua istituzione, il modo di prepararla e di celebrarla come pure le grazie ad essa legate.

La scelta della prima domenica dopo Pasqua ha un suo profondo senso teologico: indica lo stretto legame tra il mistero pasquale della Redenzione e la festa della Misericordia, cosa che ha notato anche suor Faustina: "Ora vedo che l'opera della Redenzione è collegata con l'opera della Misericordia richiesta dal Signore" (Q. I, p. 46). Questo legame è sottolineato ulteriormente dalla novena che precede la festa e che inizia il Venerdì Santo.

Gesù ha spiegato la ragione per cui ha chiesto l'istituzione della festa: "Le anime periscono, nonostante la Mia dolorosa Passione (...). Se non adoreranno la Mia misericordia, periranno per sempre" (Q. II, p. 345).

La preparazione alla festa deve essere una novena, che consiste nella recita, cominciando dal Venerdì Santo, della coroncina alla Divina Misericordia. Questa novena è stata desiderata da Gesù ed Egli ha detto a proposito di essa che "elargirà grazie di ogni genere" (Q. II, p. 294).

Per quanto riguarda il modo di celebrare la festa Gesù ha espresso due desideri:

- che il quadro della Misericordia sia quel giorno solennemente benedetto e pubblicamente, cioè liturgicamente, venerato;

- che i sacerdoti parlino alle anime di questa grande e insondabile misericordia Divina (Q. II, p. 227) e in tal modo risveglino nei fedeli la fiducia.

"Sì, - ha detto Gesù - la prima domenica dopo Pasqua è la festa della Misericordia, ma deve esserci anche l'azione ed esigo il culto della Mia misericordia con la solenne celebrazione di questa festa e col culto all'immagine che è stata dipinta" (Q. II, p. 278).

La grandezza di questa festa è dimostrata dalle promesse:

- "In quel giorno, chi si accosterà alla sorgente della vita questi conseguirà la remissione totale delle colpe e delle pene" (Q. I, p. 132) - ha detto Gesù. Una particolare grazia è legata alla Comunione ricevuta quel giorno in modo degno: "la remissione totale delle colpe e castighi". Questa grazia - spiega don I. Rozycki - "è qualcosa di decisamente più grande che la indulgenza plenaria. Quest'ultima consiste infatti solo nel rimettere le pene temporali, meritate per i peccati commessi (...). E' essenzialmente più grande anche delle grazie dei sei sacramenti, tranne il sacramento del battesimo, poiché‚ la remissione delle colpe e dei castighi è solo una grazia sacramentale del santo battesimo. Invece nelle promesse riportate Cristo ha legato la remissione dei peccati e dei castighi con la Comunione ricevuta nella festa della Misericordia, ossia da questo punto di vista l'ha innalzata al rango di "secondo battesimo". E' chiaro che la Comunione ricevuta nella festa della Misericordia deve essere non solo degna, ma anche adempiere alle fondamentali esigenze della devozione alla Divina Misericordia" (R., p. 25). La comunione deve essere ricevuta il giorno della festa della Misericordia, invece la confessione - come dice don I. Rozycki - può essere fatta prima (anche qualche giorno). L'importante è non avere alcun peccato.

Gesù non ha limitato la sua generosità solo a questa, anche se eccezionale, grazia. Infatti ha detto che "riverserà tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della Mia misericordia", poiché‚ "in quel giorno sono aperti tutti i canali attraverso i quali scorrono le grazie divine. Nessuna anima abbia paura di accostarsi a Me anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto" (Q. II, p. 267). Don I. Rozycki scrive che una incomparabile grandezza delle grazie legate a questa festa si manifesta in tre modi:

- tutte le persone, anche quelle che prima non nutrivano devozione alla Divina Misericordia e persino i peccatori che solo quel giorno si convertissero, possono partecipare alle grazie che Gesù ha preparato per la festa;

- Gesù vuole in quel giorno regalare agli uomini non solo le grazie salvificanti, ma anche benefici terreni - sia alle singole persone sia ad intere comunità;

- tutte le grazie e benefici sono in quel giorno accessibili per tutti, a patto che siano chieste con grande fiducia (R., p. 25-26).

Questa grande ricchezza di grazie e benefici non è stata da Cristo legata ad alcuna altra forma di devozione alla Divina Misericordia.

Numerosi sono stati gli sforzi di don M. Sopocko affinché‚ questa festa fosse istituita nella Chiesa. Egli non ne ha vissuto però l'introduzione. Dieci anni dopo la sua morte, il card. Franciszek Macharski con la Lettera Pastorale per la Quaresima (1985) ha introdotto la festa nella diocesi di Cracovia e seguendo il suo esempio, negli anni successivi, lo hanno fatto i vescovi di altre diocesi in Polonia.

Il culto della Divina Misericordia nella prima domenica dopo Pasqua nel santuario di Cracovia - Lagiewniki era già presente nel 1944. La partecipazione alle funzioni era così numerosa che la Congregazione ha ottenuto l'indulgenza plenaria, concessa nel 1951 per sette anni dal card. Adam Sapieha. Dalle pagine del Diario sappiamo che suor Faustina fu la prima a celebrare individualmente questa festa, con il permesso del confessore.



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 INDULGENZE ANNESSE ALLA VIA CRUCIS

sofferenza

dal Manuale delle indulgenze, libreria Editrice Vaticana, 1999 

Si concede l'indulgenza plenaria al fedele che:  

1. nella solenne azione liturgica del Venerdì Santo partecipa devotamente all'adorazione della Croce,  compie il pio esercizio della Via Crucis o vi si unisce devota­mente mentre esso è compiuto dal Sommo Pontefice e viene trasmesso per mezzo della televisione o della radio. Il pio esercizio della Via Crucis rinnova il ricordo dei dolori che il divino Redentore patì nel tragitto dal pre­torio di Pilato, dove fu condannato a morte, fino al monte Calvario, dove per la nostra salvezza morì in croce.     

Per l'acquisto dell'indulgenza plenaria valgono queste norme: I. Il pio esercizio deve essere compiuto dinanzi alle stazioni della Via Crucis legittimamente erette.

2.
Per l'erezione della Via Crucis occorrono quattordi­ci croci, alle quali si sogliono utilmente aggiungere altrettanti quadri o immagini che rappresentano le sta­zioni di Gerusalemme.

3.
Secondo la più comune consuetudine il pio eserci­zio consta di quattordici pie letture, alle quali si aggiungono alcune preghiere vocali. Tuttavia per il compimento del pio esercizio è sufficiente la pia meditazione della Passione e Morte del Signore, e perciò non è necessaria una particolare considerazione sui singoli misteri delle stazioni.

4.
Occorre spostarsi da una stazione all'altra. Se il pio esercizio si compie pubblicamente e il movi­mento di tutti i presenti non può farsi con ordine, basta che si rechi alle singole stazioni almeno chi dirige, mentre gli altri rimangono al loro posto.

5.
I fedeli che sono legittimamente impediti potranno acquistare la medesima indulgenza dedicando alla pia lettura e meditazione della Passione e Morte di nostro Signore Gesù Cristo un certo spazio di tempo, ad esempio, un quarto d'ora.

6. Al pio esercizio della Via Crucis sono equiparati, anche per quanto riguarda l'indulgenza, gli altri pii esercizi, approvati dall'Autorità competente, nei quali si commemora la Passione e la Morte del Signore, sempre mantenendo la divisione in quattordici stazioni.

7.
Presso gli Orientali, dove non esista l'uso di questo pio esercizio, per l'acquisto di questa indulgenza è valido un altro pio esercizio in memoria della Passione e Morte di nostro Signore Gesù Cristo stabilito da Patriarchi ognuno per i propri fedeli.


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 Giovedì : adorazione Eucaristica

Spiritualità

Ogni giovedì alle 19.30 dopo la Santa Messa c'è l'adorazione Eucaristica in chiesa.


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 Gli araldi di Sant'Antonio

missione

L'associazione si è data come missione "la solidarietà e la carità" come perno principale della propria attività, fornendo il proprio personale contributo,sia in termini di presenza che a livello economico, a favore di ragazzi bisognosi o disabili.

Il 27 Novembre 2014 viene fondata l'associazione Araldi di sant'Antonio di Orta Loreto: questo gruppo collabora già da tre anni circa rappresentando l'evento natalizio nella "Narrazione della natività" e la "Via Crucis Vivente di Orta Loreto", una manifestazione religiosa che si svolge di sera tra le vie del paese. 

La sera della Domenica delle Palme,la sacra rappresentazione rivive gli ultimi avvenimenti della vita terrena di Gesù Cristo terminando con la sua suggestiva crocifissione e resurrezione.Da alcuni anni infatti,i componenti dell'associazione si impegnano direttamente per organizzarla,contribuento alla realizzazione e all'acquisto del materiale scenico, tecnico e dei costumi.

L'associazione e composta da giovani e meno giovani.Ed è proprio questo che ha portato a grossi traguardi questo gruppo.Infatti l'esperienza dei veterani e la voglia di fare da parte dei giovani è stato un ottimo connubio nella grande quantità di lavoro che viene svolta ogni anno.



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Una preghiera in suffragio delle anime del Purgatorio.

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